IL GIORNO IN CUI GIANNA SI
TRASFORMO'
“Non accade tutti i giorni di trovarsi faccia a
faccia con una tigre, ma a me una volta capitò.
Sono grandi,
sapete, le tigri!
Hanno una testa grande il doppio della mia, un
corpo enorme e muscoloso ed una pelliccia folta ed appariscente!
Le
tigri poi hanno i denti, tanti denti appuntiti, da far venire i
brividi! Anche io ce li ho, i denti dico, ed anche i miei fanno
venire i brividi, secondo il dentista.
Ma le tigri hanno due occhi
grossi e tondi , come due biglie di vetro, che quando ti fissano ti
vien voglia di fuggire via senza neanche pensarci tanto.
Dicono
che quando incroci una tigre la cosa più saggia da fare non sia
scappare, ma restare immobile e respirare piano. Io , il giorno in
cui incrociai Gianna feci proprio così!
Lei era in sala da pranzo
che girava nervosamente intorno al tavolo, affilando le unghie sulle
sedie di legno. Io entrai spensierata, come faccio ogni volta che
entro in una stanza e lei...si fermò, improvvisamente, mi fissò ed
io mi pietrificai. "Starà fiutando la mia paura?" pensai,
così cercai di trattenere il maggior numero di odori nel mio corpo.
Si avvicinò, sempre puntandomi contro il suo sguardo spietato, ed
iniziò ad annusarmi con la stessa prepotenza di un aspirapolvere...”
Iniziai a scrivere questo
racconto un giorno in cui sembrava che niente sarebbe riuscito a
frenare i miei nervi. Ricordo ancora la sensazione. Il sangue mi
ribolliva dentro, i piedi e le mani si muovevano senza controllo e
digrignavo i denti come se in bocca avessi una grossa catena di ferro
e dovessi spezzarla a morsi.
Tutti mi guardavano come se
la mia fosse una reazione esasperata, e più mi scrutavano sereni,
più il mio vulcano interno si preparava ad esplodere.
Allora me ne andai in camera
ed iniziai a scrivere...
La creatività ha sempre
avuto un ruolo fondamentale nella mia vita. Capita a tutti di
sentirsi inadeguati in alcune situazioni, di aver voglia di evadere,
di sentirsi incapaci di esprimere dei sentimenti o semplicemente di
non riuscire a fare ordine tra i tanti pensieri. Ognuno sviluppa
negli anni determinati meccanismi che lo aiutano ad affrontare tutto
questo.
Nel mio caso l'arte, in
qualsiasi forma essa sia, funziona sempre!
I bambini hanno difficoltà
a dare un nome alle emozioni che provano. Spesso mi capita di vedere
tanti piccoli tizzoni ardenti inseguirsi da una parte all'altra della
casa o rabbuiarsi all'improvviso durante un gioco...
L'adulto ha in questi casi
un compito importante: aiutare il bambino ad affrontare se stesso e
quelle strane sensazioni che si impossessano delle sue mani, dei suoi
piedi e della sua bocca.
Per quanto riguarda la
RABBIA, ci sono due libri che potrebbero esserci utili per affrontare
il discorso con i bambini: “Nel paese dei mostri selvaggi” di
Maurice Sendak edito da Babalibri e “Che rabbia” di Mireille
D'Allancè anche questo edito da Babalibri. Un'arma efficace però, potrebbe essere
anche la creatività, non solo per far “sbollire” un po' il
nervosismo, ma anche per dare modo al bambino di mettersi faccia a
faccia con se stesso e ciò che sta provando.
Gli daremo così modo
di vivere a pieno l'emozione ma nello stesso tempo avrà un canale in
cui farla scorrere. Avere un prodotto finale inoltre è utile come memoriale, aiuterà il bambino a riconoscere qualcosa che aveva già provato in precedenza.
Spero di poter sviluppare
successivamente questo discorso mostrandovi alcuni esempi di lavori
da svolgere con i bambini.

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