venerdì 11 novembre 2016

R come rabbia

IL GIORNO IN CUI GIANNA SI TRASFORMO'
“Non accade tutti i giorni di trovarsi faccia a faccia con una tigre, ma a me una volta capitò.
Sono grandi, sapete, le tigri!
Hanno una testa grande il doppio della mia, un corpo enorme e muscoloso ed una pelliccia folta ed appariscente!
Le tigri poi hanno i denti, tanti denti appuntiti, da far venire i brividi! Anche io ce li ho, i denti dico, ed anche i miei fanno venire i brividi, secondo il dentista.
Ma le tigri hanno due occhi grossi e tondi , come due biglie di vetro, che quando ti fissano ti vien voglia di fuggire via senza neanche pensarci tanto.


Dicono che quando incroci una tigre la cosa più saggia da fare non sia scappare, ma restare immobile e respirare piano. Io , il giorno in cui incrociai Gianna feci proprio così!
Lei era in sala da pranzo che girava nervosamente intorno al tavolo, affilando le unghie sulle sedie di legno. Io entrai spensierata, come faccio ogni volta che entro in una stanza e lei...si fermò, improvvisamente, mi fissò ed io mi pietrificai. "Starà fiutando la mia paura?" pensai, così cercai di trattenere il maggior numero di odori nel mio corpo. Si avvicinò, sempre puntandomi contro il suo sguardo spietato, ed iniziò ad annusarmi con la stessa prepotenza di un aspirapolvere...”



Iniziai a scrivere questo racconto un giorno in cui sembrava che niente sarebbe riuscito a frenare i miei nervi. Ricordo ancora la sensazione. Il sangue mi ribolliva dentro, i piedi e le mani si muovevano senza controllo e digrignavo i denti come se in bocca avessi una grossa catena di ferro e dovessi spezzarla a morsi.
Tutti mi guardavano come se la mia fosse una reazione esasperata, e più mi scrutavano sereni, più il mio vulcano interno si preparava ad esplodere.
Allora me ne andai in camera ed iniziai a scrivere...
La creatività ha sempre avuto un ruolo fondamentale nella mia vita. Capita a tutti di sentirsi inadeguati in alcune situazioni, di aver voglia di evadere, di sentirsi incapaci di esprimere dei sentimenti o semplicemente di non riuscire a fare ordine tra i tanti pensieri. Ognuno sviluppa negli anni determinati meccanismi che lo aiutano ad affrontare tutto questo.
Nel mio caso l'arte, in qualsiasi forma essa sia, funziona sempre!


I bambini hanno difficoltà a dare un nome alle emozioni che provano. Spesso mi capita di vedere tanti piccoli tizzoni ardenti inseguirsi da una parte all'altra della casa o rabbuiarsi all'improvviso durante un gioco...
L'adulto ha in questi casi un compito importante: aiutare il bambino ad affrontare se stesso e quelle strane sensazioni che si impossessano delle sue mani, dei suoi piedi e della sua bocca.
Per quanto riguarda la RABBIA, ci sono due libri che potrebbero esserci utili per affrontare il discorso con i bambini: “Nel paese dei mostri selvaggi” di Maurice Sendak edito da Babalibri e “Che rabbia” di Mireille D'Allancè anche questo edito da Babalibri. Un'arma efficace però, potrebbe essere anche la creatività, non solo per far “sbollire” un po' il nervosismo, ma anche per dare modo al bambino di mettersi faccia a faccia con se stesso e ciò che sta provando.
Gli daremo così modo di vivere a pieno l'emozione ma nello stesso tempo avrà un canale in cui farla scorrere. Avere un prodotto finale inoltre è utile come memoriale, aiuterà il bambino a riconoscere qualcosa che aveva già provato in precedenza.

Spero di poter sviluppare successivamente questo discorso mostrandovi alcuni esempi di lavori da svolgere con i bambini.

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